"DONNE: SACRE E PROFANE"
Dalla sperimentazione e dalla ricerca di Marella Ferrera nasce una nuova collezione ispirata a Divinità, Sante e Madonne siciliane.Lungo il percorso della memoria ed attraverso i "reperti archeologici" ecco rivivere la Gòrgone di Selinunte dai capelli serpentiformi e la ninfa Arethusa, e poi Dèmetra e Persefone, divinità pagane in cui si riassumono e si sublimano maternità e verginità: Donne come uscite dal grembo della Grande Madre mediterranea, personificazione della Terra.
Pitture "mitologiche" di antichi ceramisti sono mirabilmente "cucite" su morbide reti ad uncinetto color terracotta, corpetti ricamati a filet reinventano motivi di rose, gioielli in terracotta si ripetono come simboli dell'"isola" pagana.
Dall'utilizzo della rafia più povera agli ori ed argenti degli ex-voto, dal nero plumbeo di un Venerdì Santo al rosso porpora di un altare, da "lacrime" ricamate, a "spine" di tessuto e petali di rose: rose tagliate al laser ad effetto scultura o stampate su morbido tulle ad effetto pittorico.
Scelte cromatiche e spinte emozionali si sovrappongono e si fondono caricandosi di una forza simbolica immune dal sacrilego ma immersa nel sacro, in una continua ricerca di un sentimento religioso quasi porto sicuro dalle inquietudini profonde che scuotono la fine di questo millennio.
La devozione verso Sante e Madonne fa rivivere la Madonna di Antonello da Messina e la Madonna-guerriero di Scicli unica a cavallo ed armata di spada, la stessa spada che nella donna-Madonna di Marella Ferrera simboleggia protezione e difesa, dalla furia del tempo e dall'incuria dell"uomo, del patrimonio artistico di un'isola: dal Duomo di Noto ai mosaici di Piazza Armerina, pietre spezzate ed offese, da ricomporre di nuovo, come tanti secoli da risistemare e ricollocare al loro posto.